Stefania Mangiardi: la rinascita attraverso la scrittura e l’empowerment femminile

La scrittura può diventare uno strumento potente di trasformazione personale. Lo sa bene Stefania Mangiardi, coach specializzata in empowerment femminile, che attraverso il suo percorso professionale e umano accompagna le donne verso una maggiore consapevolezza di sé. Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e formata nelle tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia, Stefania ha dato vita nel 2022 alla piattaforma Ferite Fiorite, uno spazio pensato per offrire strumenti concreti di crescita e rinascita. Oggi, con il suo nuovo libro “Amati – 31 giorni per tornare da te”, propone un percorso di journaling creativo per aiutare le donne a ritrovare la propria voce e il proprio valore.

a cura della redazione


Stefania, benvenuta su Che Intervista! Per iniziare, ci racconta chi è Stefania Mangiardi e quale percorso personale e professionale l’ha portata a dedicarsi all’empowerment femminile?
Grazie, è un piacere essere qui. Il mio percorso è innanzitutto un percorso personale. Per molto tempo mi sono trovata a fare i conti con insicurezze e ferite del passato, che mi bloccavano dentro schemi disfunzionali, allontanandomi dalla me più autentica. Da lì è nato un cammino di consapevolezza profonda e la mia personale rinascita. È proprio dall’incontro tra il mio vissuto e i miei studi in psicologia che prende vita il desiderio di trasformare ciò che avevo imparato in qualcosa di utile e illuminante anche per altre donne. Oggi mi occupo di empowerment femminile proprio per questo: accompagnare le donne in un percorso di ritorno a sé, aiutandole a riscoprire il proprio valore, la propria voce, la propria autenticità, ed è questa la mia più grande conquista.

Lei è laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e ha approfondito tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia: quanto hanno influito questi studi nel definire il suo metodo di lavoro?
Hanno influito tanto. I miei studi prima, e i percorsi di formazione dopo, mi hanno dato competenze e strumenti per comprendere e imparare a gestire quei blocchi e quelle dinamiche che accomunano molte donne, che spesso vivono stati di sovraccarico emotivo e di disconnessione da se stesse.

Nel 2022 nasce la piattaforma Ferite Fiorite. Da quale esigenza o esperienza è scaturita l’idea di creare questo progetto dedicato alle donne?
Ferite fiorite nasce da un’esigenza molto autentica, quella di dare uno spazio alle fragilità senza giudizio. Un luogo gentile in cui le donne possano sentirsi accolte e trovare gli strumenti necessari per compiere quel “primo passo” verso la propria rinascita.

Il nome Ferite Fiorite è molto evocativo. Qual è il significato profondo che racchiude e quale messaggio desidera trasmettere a chi si avvicina a questo percorso?
Il nome racchiude esattamente la mia visione del progetto: l’idea che da ciò che ci ha fatto male possano nascere consapevolezza, forza e straordinaria bellezza. E il messaggio che voglio trasmettere è proprio questo: c’è sempre un nuovo inizio, un nuovo giorno, una nuova fioritura.

Nei suoi percorsi utilizza strumenti come la scrittura, la fotografia e la libroterapia. In che modo queste pratiche possono diventare strumenti di introspezione e crescita personale?
Queste pratiche hanno un grande potere perché permettono di andare oltre il pensiero razionale. La scrittura, ad esempio, aiuta a dare forma alle emozioni, a portare alla luce ciò che spesso non riusciamo nemmeno a riconoscere. La fotografia ci dona uno sguardo nuovo, ci insegna a soffermarci sui dettagli, su parti di noi che facciamo fatica a vedere. La libroterapia crea connessioni: nelle storie degli altri troviamo frammenti di noi. Sono tutti strumenti che facilitano l’ascolto interiore e aiutano a vivere un’esperienza trasformativa.”

    Da poco è uscito il suo libro “Amati – 31 giorni per tornare da te”. Come nasce questo progetto editoriale e quale bisogno delle donne contemporanee ha voluto intercettare?
    “Amati” nasce dal desiderio di offrire uno spazio personale e creativo in cui le donne possano ritrovarsi in un appuntamento quotidiano. Il bisogno che ho voluto intercettare è proprio questo: rallentare, riconnettersi, e concentrarci su noi stesse in una realtà che spesso ci soffoca con le sue incessanti richieste e aspettative. “Amati” è un invito a fermarsi, ascoltarsi e scegliersi, nonostante tutto.

    Il libro è strutturato come un quaderno di journaling creativo con esercizi e pratiche emozionali. Che tipo di esperienza vivrà una lettrice che decide di intraprendere questo percorso di 31 giorni?
    “Amati” è un viaggio nelle proprie emozioni. Durante i 31 giorni si ha la possibilità di scrivere un cammino personale fatto di consapevolezza e ascolto. La scrittura, unita ad una dimensione più creativa, fatta anche di colori e attività espressive, consente di ritrovarsi a contatto con parti profonde di sé, in un percorso di riscoperta graduale e accogliente.

    Oltre al lavoro di coach, sul suo profilo Instagram “La ragazza che annusava i libri” si occupa di promozione editoriale. Come nasce questa passione per la letteratura e per lo storytelling visivo?
    La passione per la lettura nasce da lontano: i libri per me sono sempre stati cura e rifugio. Parlo di libri sul web dal 2014 e negli anni ho stretto tanti rapporti di collaborazione con le più grandi case editrici italiane. Lo storytelling visivo è arrivato quasi naturalmente, come un modo di dare forma alle emozioni che la lettura mi lasciava. Per me non si tratta solo di promuovere un libro, ma di creare connessioni, tra le storie e i miei lettori e tra chi scrive e chi legge, col filo conduttore delle emozioni che ogni pagina porta con sé.

    Nel suo lavoro incontra molte donne con storie diverse ma spesso unite da fragilità e desiderio di cambiamento. Qual è la trasformazione più significativa che ha visto avvenire grazie ai suoi percorsi?
    Più che una singola trasformazione, ciò che mi colpisce ogni volta è il cambiamento nel modo in cui le donne iniziano a guardarsi. Si approcciano ai miei percorsi con tanta autocritica, con la sensazione di non essere abbastanza o di essere sbagliate. La trasformazione più significativa è quando iniziano a riconoscere il proprio valore, a trattarsi con gentilezza, a mettersi al centro della propria vita. A volte non è un cambiamento eclatante dall’esterno, ma è profondissimo: cambia il dialogo interiore, cambiano le scelte. Ed è lì che avviene la vera rinascita.”

      Quali nuovi progetti o iniziative ha in mente per continuare ad accompagnare le donne nel loro cammino di consapevolezza e rinascita?
      Ho tanti progetti in evoluzione, tutti con lo stesso obiettivo: creare spazi sempre più accessibili e profondi per le donne. Oltre alla pubblicazione del libro, su Ferite fiorite sono appena usciti due nuovi percorsi: “Fiorire tra le righe” e “Specchi di luce”, che usano rispettivamente la scrittura e la fotografia per aiutare le donne a darsi valore e sbocciare nella propria autenticità. Altri percorsi sono in divenire e mi piacerebbe sviluppare nuovi strumenti legati alla scrittura e alla crescita personale, workbook ed esperienze tematiche. Soprattutto continuerò a portare avanti Ferite fiorite come uno spazio vivo, che cresce insieme alle esigenze delle donne che lo attraversano.”

      Grazie Stefania e complimenti per tutto!

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