Tommi E.G.O.: dentro “LANIMALE”, tra istinto, fragilità e resistenza

Con LANIMALE, Tommi E.G.O. firma un album viscerale e necessario, un lavoro che scava nella natura umana e la restituisce senza filtri. Tra pulsioni primordiali ed equilibrio emotivo, il disco si muove come una corsa a perdifiato dentro le contraddizioni dell’uomo contemporaneo. In occasione dell’uscita dell’album e del singolo omonimo in rotazione radiofonica, abbiamo intervistato l’artista entrando nel cuore del suo nuovo progetto.

a cura della redazione

Benvenuto su Che Intervista! LANIMALE è appena uscito ed è già percepito come un lavoro forte e identitario: che momento stai vivendo, artisticamente e umanamente?
Grazie a voi.. siete gentilissimi a dedicarmi un po’ del vostro tempo.
Sto vivendo quello che Dio mi fa vivere e a me sembra super. Ho una super band e un super produttore, un’agenzia per i live e un ufficio stampa, salute, amore e lavoro alla grande, quindi anche astrologicamente dovrei essere a posto. Anche i miei guai con la legge si sono risolti e da giugno dell’anno scorso ho di nuovo il passaporto.

Definisci questo disco come il tuo “animale guida”: quando hai capito che stava nascendo qualcosa di diverso rispetto ai tuoi lavori precedenti?
Secondo me non è diverso, è semplicemente più essenziale, è il succo di ciò che ho sempre fatto.

LANIMALE racconta una “guerra quotidiana”: contro cosa senti di combattere oggi e quali sono le battaglie che ritornano più spesso nei tuoi testi?
Combatto lo Stato non i Governi e combatto l’obbligo alla modernità, non la modernità. Combatto perché è nella natura, quando l’uomo è nato la guerra era qui ad aspettarlo.

Il disco mette in dialogo istinto primordiale e fragilità moderna: quanto è stato difficile trovare un equilibrio tra queste due dimensioni, sia nella scrittura che nella produzione?
Lo prendo per un complimento, quindi grazie. Ogni equilibrio è speranza e la speranza ti fa uscire dal letto di buon umore, ma non è stato difficile, è semplicemente il resoconto delle mie giornate.
E quindi forse la mia unica via. La produzione si avvale di due grandi personaggi come Danti e Paul Biggie a cui va parte del merito.

Il singolo LANIMALE scava sotto la superficie della razionalità e delle convenzioni sociali: cosa ti affascina di più di quella parte di noi che tende a rimanere nascosta?
Pensi che tende a rimanere nascosta? Io no, siamo 10% razionalità e 90% mormorii notturni. L’omologazione non aiuta certo la comprensione del Mondo ma non è un obbligo, è una scelta.

Musicalmente alterni pulsazioni elettroniche a momenti più intimi: come hai lavorato sul suono per rendere coerente questo viaggio emotivo?
Penso sia una caratteristica della mia musica già dai tempi del porno, chi mi segue lo sa, probabilmente il tempo mi ha aiutato a perfezionare tutto ciò.

Ogni brano sembra lasciare un segno, “un graffio sulla pelle”: c’è una traccia che senti più esposta o che ti ha messo maggiormente alla prova?
Sicuramente “Ti amo coglione” con la Cleo delle Bambole di Pezza. Era la prima volta che scrivevo qualcosa da condividere e non strettamente personale e non sapevo cosa aspettarmi.
Ancora una volta abbiamo vinto e ancora una volta grazie anche al mio amico Danti.

Dopo un lungo percorso con una band storica, Tommi E.G.O. rappresenta una trasformazione profonda: cosa hai dovuto lasciare andare per arrivare a questa nuova identità artistica?
Non ho dovuto lasciare andare nulla che non se ne fosse già andato da solo. Come tutto ciò che è storico le Porno vivevano del loro passato ed il passato non mi ha mai gasato più di tanto. È normale per chi ottiene tanto riscontro venire fossilizzato nella e dalla epoca in cui lo ottiene.

Quanto conta oggi, per te, l’autenticità in un panorama musicale spesso dominato dalle aspettative e dalle etichette di genere?
Non lo so, non voglio sembrarti superficiale ma io faccio il mio ed è autentico e riconoscibile dalla prima parola che esce dalla mia bocca. Quello che fanno gli altri lo fanno gli altri.

Guardando avanti, LANIMALE è un punto di arrivo o l’inizio di una nuova mutazione creativa?
Non te lo posso dire, spero che sia una scusa per risentirci negli anni a venire.

Grazie Tommi e complimenti per il tuo lavoro

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