Dopo il successo della sua raccolta “Hard Damage”, vincitrice del Prairie Schooner Book Prize, Aber torna a esplorare i temi dell’identità, dell’appartenenza e della marginalità con “Una brava ragazza” una narrazione cruda, sensuale, intensamente visiva.

a cura della redazione


Il romanzo segue Nila, diciannove anni, figlia di immigrati afghani cresciuta nella periferia ostile di una Germania che non ha mai davvero accolto. Intellettualmente vivace, ma irrequieta, Nila è in cerca di una via di fuga da un presente che le sta stretto e da un passato che non vuole dimenticare ma nemmeno rivendicare. La trova nella scena underground berlinese, tra i battiti ossessivi della techno, le sostanze sintetiche e la compagnia di Marlowe, scrittore decadente, mentore seduttore, e soprattutto spacciatore. La loro relazione è tanto appassionata quanto distruttiva, alimentata da un desiderio di annientamento più che di salvezza.

Aber descrive questa discesa agli inferi con una scrittura incandescente, capace di catturare la vertigine dell’eccesso ma anche la banalità della dipendenza. Ogni pagina pulsa di vita e di dolore: le notti lisergiche, i risvegli vuoti, i momenti di lucidità come fenditure improvvise in una nebbia tossica. Berlino, con le sue contraddizioni storiche ed estetiche, non è solo sfondo ma protagonista silenziosa: ferita ma viva, decadente e affascinante, simbolo di una giovinezza che cerca sé stessa nel rumore, nella carne, nella fuga.

Il cuore del romanzo, però, non è solo la spirale autodistruttiva, ma il percorso doloroso e necessario verso una presa di coscienza. Nila è costretta, a un certo punto, a fermarsi, a interrogarsi, a scegliere.
La domanda che la perseguita – chi vuole diventare? – è anche quella che interroga un’intera generazione, sospesa tra sogni di libertà e le catene invisibili della storia, della cultura, della razza.

Finalista al Women’s Prize for Fiction 2025, “Una brava ragazza” è più di un debutto: è una dichiarazione d’intenti. Un romanzo che lascia il segno.

Per saperne di più visita: www.mondadori.it

Copy link