“Una giornata meravigliosa” di Paolo Di Stefano, Feltrinelli, 2025

Un giovedì qualsiasi, immerso nel caldo di un’estate che non accenna a finire, diventa per Paolo Di Stefano il palcoscenico di un romanzo corale e ambizioso, Una giornata meravigliosa, dove l’ordinario si dilata fino a contenere tutto: la banalità e la tragedia, la comicità e il dolore, i piccoli gesti domestici e le grandi ferite del mondo.

a cura della redazione


La voce narrante è quella di un passante invisibile, un osservatore ubiquo, che percorre le ore e i luoghi raccogliendo frammenti di vite e restituendoli al lettore. È un Ulisse contemporaneo, non eroe ma testimone, che si muove tra Milano e la Sicilia orientale, tra campagne e metropoli, dove gli individui si incontrano e si perdono in un intreccio di storie dissonanti: due giovani donne minacciate da un marito violento, un venditore senegalese che sogna di cambiare il mondo, un padre che si confida con il gatto della figlia, appena uscita dall’ospedale, un vincitore del Superenalotto in fuga da se stesso e dalla moglie, un pittore e un giornalista in dialogo sull’arte, una youtuber che regna sul cibo meridionale, la sorella di un pluriomicida che corre verso il luogo del delitto.

L’architettura narrativa si regge su un ritmo febbrile, che alterna registri e tonalità: dal lirismo improvviso alla satira graffiante, dalla descrizione quasi giornalistica alla sospensione poetica. Di Stefano non racconta semplicemente una giornata: mette in scena un affresco del presente, con i suoi smarrimenti e le sue contraddizioni. Le voci si accavallano come in un polifonico concerto urbano, dove notiziari inquietanti, catastrofi ambientali, settimane della moda, annunci ridicoli e silenzi domestici convivono senza gerarchie.

Tutto, nel flusso della giornata, sembra rivelare la precarietà delle esistenze contemporanee, sospese tra desiderio e paura, tra illusioni di felicità e fragilità quotidiane. La chiusura – o il nuovo inizio – nella notte non offre soluzioni, ma spalanca un orizzonte di riflessione: cosa resta, alla fine, del nostro vivere?

Nelle pagine di Una giornata meravigliosa risuona una filosofia minima, affidata all’ironia felina che trapela nei dialoghi finali: “Vivete e lasciate vivere, imparate dai gatti.” È un invito a ridimensionare l’umano, a guardare al mondo con una leggerezza più saggia, senza smettere però di ascoltarne le voci, anche le più fragili.

Per saperne di più visita: feltrinellieditore.it

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