di Valerio Massimo Manfredi e Andrea Argenti (Mondadori, Collana Omnibus – 4 novembre 2025)
Nel cuore di un Impero romano stanco, diviso, sull’orlo della dissoluzione, Valerio Massimo Manfredi e Andrea Argenti riportano in vita una figura che brucia di modernità e leggenda: Zenobia, la regina di Palmira. Colta, audace, implacabile e visionaria, la sua storia attraversa le sabbie del deserto e i mosaici del potere con la forza di un destino che sfida la Storia stessa.
a cura della redazione
In “Zenobia. Il romanzo della regina guerriera”, Manfredi e Argenti costruiscono un affresco storico che unisce l’epica e l’introspezione, la passione e la politica. Siamo nel III secolo d.C., un’epoca di crisi e di ambizioni, dove Roma vacilla sotto il peso delle guerre civili e delle invasioni. Da Palmira, splendida città cosmopolita e ponte tra Oriente e Occidente, emerge una donna che osa sognare ciò che nessuno aveva mai osato: diventare imperatrice di Roma.
Succeduta al marito Odenato, Zenobia si rivela sovrana e stratega. Espande i confini del suo regno fino all’Egitto, guida eserciti, governa uomini e destini, sfidando apertamente il potere imperiale. Di fronte a lei, Aureliano, generale temprato dalla guerra, uomo di ordine e disciplina, che incarna la solidità di Roma e la volontà di restaurarne la grandezza. Quando i loro destini si incrociano sul campo di battaglia, la Storia si trasforma in tragedia: un duello di intelligenze, di ambizioni e di ideali.
Manfredi, maestro del romanzo storico, intreccia con la consueta maestria la ricostruzione storica con il respiro del mito. Argenti, coautore e storico rigoroso, contribuisce a dare solidità e profondità documentaria al racconto, senza mai spegnere la tensione narrativa. Il risultato è un romanzo che si legge come un’epopea e si vive come un viaggio interiore.
La sua figura, sospesa tra realtà e leggenda, diventa specchio di un eterno femminile che attraversa i secoli: capace di amare e di comandare, di creare e di distruggere, di elevarsi e di cadere con la stessa, tragica grandezza.
La scrittura, elegante e cinematografica, trasporta il lettore tra palazzi di marmo e tende di guerra, tra oracoli, profezie e intrighi di corte. Palmira non è solo lo sfondo, ma un personaggio vivo, un miraggio di sabbia e luce che racchiude l’anima della protagonista: raffinata e indomita, fragile e maestosa.
Per saperne di più visita: mondadori.it
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